Sabato 15 Marzo, è stata presentata la pubblicazione “Quando eravamo eroi”, ideata e realizzata dall’amico Denis Vianelli (guarda il servizio web). Non solo un almanacco, o un racconto, ma un viaggio nella memoria, un tributo a quel calcio di paese che ha formato generazioni, lasciando un’eredità di passione e autenticità. C’era un tempo in cui il calcio non era solo uno sport, ma un rito collettivo, un atto di appartenenza, una scuola di vita. Era il calcio giocato nelle polverose periferie, nei campetti di terra battuta, dove il pallone rimbalzava imprevedibile come le speranze di chi lo rincorreva. Era il calcio delle frazioni, dei paesini incastonati tra colline e campagne, dove ogni partita era un’epopea, ogni gol un sogno realizzato, ogni sconfitta un’insegnante severa.
Denis, ha fortemente voluto nella prefazione un mio contributo: come amico, come Presidente del Consiglio comunale di Chioggia, come politico di lungo corso che lo ha accompagnato negli ultimi 20 anni di esperienze. Ecco l’estratto del mio intervento:
“C’era un tempo in cui bastava un pallone, due giubbotti per fare le porte e una manciata di amici per costruire un sogno: dove i minuti giocati in strada erano la felicità e le ginocchia sbucciate un trofeo. Quando il lettore, sfogliando le pagine di questa pubblicazione, si ritroverà catapultato in un’epoca, non troppo lontana, quando i campi da calcio erano spazi verdi incolti della Città o campetti parrocchiali, potrà apprezzare meglio il concetto di quel calcio composto da fango, passione e valori autentici. Forse si aveva poco, si! È vero, ma si pensava di avere tutto.
Oggi, da amministratore pubblico, pensando a quel “calcio da paese”, nutro la consapevolezza che l’eredità preziosa di quell’educazione ricevuta, in qualche modo, è transitata alle attuali associazioni che si impegnano per le attuali generazioni in una società cambiata.
Grazie a Denis Vianelli per questa pubblicazione, che vuole essere più di un racconto: una testimonianza preziosa che restituisce dignità e memoria a un calcio che non c’è più ma che ha lasciato un’impronta indelebile in chi lo ha vissuto. È un regalo ai giovani di oggi, affinché comprendano che lo sport non è solo vittoria o sconfitta ma è una scuola di vita, dove il rispetto delle regole, il valore del sacrificio e il senso di appartenenza, possono accompagnarti per tutta la vita.
Ci ricorda che il calcio non era solo sport, ma una lezione continua di vita. Ci ricorda che la semplicità di allora conteneva una ricchezza che oggi rischiamo di perdere. E soprattutto, ci insegna che i veri campioni non si misurano in trofei, ma nei valori che portano nel cuore per tutta la vita“.